Rubrica a cura del dott. Alessandro Buonomo

Specialista in Allergologia e Immunologia, Dirigente Medico presso l’U.O.C. Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma

Forse non sai che ….

  • ŸLe malattie allergiche in genere hanno mostrato un marcato aumento della loro prevalenza negli ultimi decenni. Si pensa che tale aumento possa essere dovuto a un miglioramento delle condizioni igieniche della popolazione per cui il sistema immunitario tende a orientare la sua azione non più verso virus, batteri e parassiti ma verso altre sostanze (pollini, alimenti, acari, epiteli di animali, ecc.), causando così la malattia allergica.
  • Come conseguenza di questo aumento, vi sono stati sia un maggior interesse degli studiosi per capirne la causa e per migliorarne il trattamento che una progressiva comparsa di informazioni non sempre vere e spesso non provate scientificamente.
  • Tali informazioni, che tendono a diffondersi in modo rapido tra i soggetti allergici tramite i moderni mezzi di informazione (il web prima di tutto, ma anche riviste, quotidiani etc, specialmente quando non vi è chi controlla come vengono inserite le informazioni), producono poi una serie di false convinzioni difficili da sradicare.

In questa sezione cercheremo progressivamente di fare chiarezza su questi “falsi miti”.

FALSO MITO O VERITÀ?

Circa il 25% della popolazione generale, quando intervistata, è convinta di essere “allergica” a uno o più alimenti.

LA REALTA’

  • ŸTale dato non è però assolutamente veritiero in quanto numerosi studi hanno dimostrato, mediante test specifici e attendibili, che l’allergia alimentare colpisce circa il 6% dei bambini e il 2% degli adulti.
  • ŸCiò a dimostrazione di quanto il problema allergia alimentare sia sentito nella popolazione ma anche quanto esso sia sovrastimato rispetto alle reali dimensioni del problema.

GLI ALIMENTI PIÙ ALLERGIZZANTI

Vi è inoltre molta confusione per quanto riguarda gli alimenti più allergizzanti frequentemente responsabili:

  • Ÿnei bambini prevalgono latte e uova (nei paesi anglosassoni anche l’arachide, per il largo uso che se ne fa)
  • Ÿnegli adulti prevalgono molluschi, crostacei e alimenti appartenenti al gruppo noci e semi (nocciole, arachidi, noci, etc).

Risorse correlate

Molti adulti ritengono di essere allergici al latte per la comparsa di sintomi a carico dell’apparato gastro-intestinale in seguito all’ingestione di latte e latticini. 

LA REALTA’

  • ŸTale condizione è però dovuta  a una patologia diversa, chiamata intolleranza al lattosio; questa è provocata dalla mancanza di un enzima, chiamato lattasi, che si trova nell’intestino e che serve alla digestione dello zucchero del latte.
  • ŸQuesto difetto può essere congenito, ma più spesso l’attività di tale enzima diminuisce con l’ avanzare dell’età, come per una specie di programmazione geneticamente determinata, spiegando così la maggior frequenza di questa patologia nell’età adulta.

INTOLLERANZA E ALLERGIA NON SONO LA STESSA COSA

  • ŸL ‘intolleranza al lattosio differisce dall’allergia alimentare sia per i sintomi che sono localizzati esclusivamente a carico dell’apparato gastro-intestinale che per il diverso meccanismo (come già detto, l’allergia è provocata da un’anomala attivazione del sistema immunitario).

 

Risorse correlate

  • Vanno attualmente di moda tantissimi test per la diagnosi delle “intolleranze” alimentari. 
  • Fra questi ricordiamo il test citotossico (viene eseguito sul sangue ed esamina le modificazioni dei globuli bianchi a contatto con un alimento), il test kinesiologico (misura le variazioni di forza muscolare quando il soggetto tiene in mano una provetta contenente un alimento), il VEGA test (misura le variazioni di conduttanza della cute quando il soggetto viene esposto a un alimento), l’ analisi del capello, ecc.
  • Questi test, spesso eseguiti da personale non medico, sono attualmente privi di ogni fondamento scientifico e soprattutto non sono stati mai validati mediante studi clinici controllati.
  • Questi test causano appunto false convinzioni nei pazienti che ritengono che le allergie/intolleranze alimentari possano essere responsabili di un gran numero di disturbi, che vanno da sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale e della cute fino ad alterazioni dell’umore e all’aumento di peso, e comportano spesso pesanti e immotivate diete “di esclusione”.

LA REALTA’

Le uniche intolleranze alimentari per cui sono disponibili dei test diagnostici validati scientificamente sono quelle provocate appunto da difetti enzimatici che provocano alterazioni della digestione o dell’assorbimento di alcuni zuccheri, che vengono così metabolizzati nell’intestino dai batteri con produzione di gas e altre sostanze che possono quindi provocare dolori addominali, gonfiori e diarrea. Tali test, chiamati breath test o test del respiro, si basano tutti sull’esame dell’aria espirata dopo aver bevuto una soluzione di acqua e zucchero.

 

Risorse correlate

  • Un altro argomento molto controverso nell’ambito delle reazioni da ipersensibilità agli alimenti, riguarda il capitolo delle intolleranze agli additivi alimentari. 
  • In passato si è ritenuto che alcuni additivi utilizzati comunemente dall’industria alimentare (bisolfiti, benzoati, paraossibenzoati, glutammato, coloranti vari) potessero essere la causa di reazioni a carico della pelle (orticaria) e/o dell’apparato respiratorio (asma)

LA REALTA’

  • Numerosi studi eseguiti mediante test specifici e affidabili con additivi alimentari hanno però smentito queste convinzioni per cui attualmente non esistono prove convincenti, se non in pochissimi casi, che agli additivi alimentari possano essere responsabili di reazioni allergiche.

Risorse correlate

“Vi è la larga convinzione nei pazienti che qualsiasi segno e sintomo a carico della cute, soprattutto se accompagnato da prurito, sia provocato da una qualche allergia. Per questo motivo i pazienti con orticaria o dermatite atopica vengono spesso inviati allo specialista Allergologo alla disperata ricerca della causa dei loro disturbi.”

LA REALTA’

  • La dermatite atopica è  una malattia della pelle che colpisce nella stragrande maggioranza dei casi i bambini.
  • Essa è caratterizzata da lesioni arrossate, con formazione di vescicole e croste, localizzate soprattutto al volto e alle pieghe dei gomiti e delle ginocchia, che causano intenso prurito.
  • Mentre è ormai accertato che la dermatite atopica costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di un qualche tipo di allergia (generalmente respiratoria o alimentare), al momento della diagnosi una sensibilizzazione ad allergeni respiratori o alimentari si riscontra in non più del 50% dei casi e solo in una piccola parte di questi un alimento si dimostra poi responsabile della dermatite.
  • Per cui la dermatite atopica andrebbe considerata una malattia associata all’allergia e non provocata dall’allergia. In questi casi ha senso seguire nel tempo il paziente per individuare la comparsa di eventuali allergie e trattare in modo adeguato i sintomi.

 

Risorse correlate

“L’orticaria è un altra malattia della pelle che colpisce in prevalenza gli adulti, caratterizzata dalla comparsa di lesioni pomfoidi (sono aree di cute rilevata, di dimensioni variabili, circondate da arrossamento, notevolmente pruriginose); può essere acuta, oppure cronica quando i sintomi sono presenti da almeno 6 settimane. 

A causa del prurito, l’orticaria può essere notevolmente invalidante per la persona. Nonostante i pazienti credano spesso che la causa sia un qualche tipo di allergia, le cose spesso non sono così.”

LA REALTA’

  • Va sottolineato infatti che nella gran parte dei casi (60-70%) non si riesce a individuare una causa scatenante l’orticaria e si parla pertanto di “ orticaria cronica idiopatica”; in questi casi si può solo attuare una terapia sintomatica, basata essenzialmente sugli antistaminici.
  • Nei rimanenti casi, occorre ricercare altre malattie (infiammatorie, infettive, ematologiche, neoplastiche, autoimmuni, internistiche etc) che possono presentarsi con l’orticaria.
    Quando è stata individuata una malattia di base, il suo trattamento porta in genere anche alla scomparsa dell’orticaria.

Da quanto detto si deduce come l’allergia non sia tra le principali cause di orticaria cui pensare, a differenza di quanto avviene nella realtà sia fra i pazienti che fra i medici non specialisti.

Risorse correlate

L’immunoterapia specifica (i cosiddetti “vaccini anti-allergici”) costituisce un argomento dell’allergologia su cui esistono ancora molte errate convinzioni che ne hanno senz’altro impedito una maggiore diffusione per il trattamento delle allergie respiratorie.

LA REALTA’

  • Molti pazienti (ma anche medici) nutrono dubbi sull’efficacia dell’immunoterapia; in realtà esistono ormai numerosi e importanti studi clinici controllati che ne hanno dimostrato l’efficacia nel trattamento sia della rinite allergica che dell’asma bronchiale con una significativa riduzione dei sintomi ed una riduzione del consumo di farmaci.
  • Ovviamente è fondamentale che la diagnosi e quindi la scelta del vaccino siano state fatte in modo corretto da parte del medico e che la persona segua le indicazioni concordate con il medico stesso.

Risorse correlate

Per quanto riguarda i possibili effetti collaterali, il vaccino anti-allergico richiama alla mente del paziente se adulto o dei genitori se in età pediatrica, la possibilità che si verifichino effetti collaterali gravi.

LA REALTA’

  • Anche se in passato si sono avute reazioni con vecchi vaccini iniettivi, oggi sono in commercio vaccini anti-allergici iniettivi purificati e meglio tollerati e quindi le reazioni generali sono divenute sempre meno frequenti e meno gravi.
  • Oggi inoltre vi è la possibilità di somministrare il vaccino per via sublinguale (SLIT)  con la quale le reazioni sono ancora più rare.

Risorse correlate

In molti sono convinti che l’immunoterapia specifica (vaccini antiallergici) siano controindicati in modo assoluto in gravidanza.

LA REALTA’

  • La gravidanza non costituisce una controindicazione assoluta all’immunoterapia specifica.
  • Si ritiene opportuno non iniziare il trattamento se la gravidanza è già in corso ma si può decidere non di testa propria ma insieme al proprio medico – di non interromperlo se la gravidanza si verifica dopo il suo inizio.
  • Non sono mai state rilevate alterazioni del feto in donne gravide sottoposte a vaccinoterapia antiallergica.

Risorse correlate

In passato le allergie, soprattutto respiratorie e alimentari, iniziavano a manifestarsi precocemente (generalmente entro i 20 anni d’età) in soggetti che avevano in famiglia parenti allergici. Ma oggi è ancora prerogativa di bambini e ragazzi con familiarità all’allergia?

LA REALTA’

  • Oggi l’allergia colpisce anche in età avanzata, anche senza familiarità: si pensa che tale incremento delle allergie sia causato da un cambiamento dello stile di vita nel mondo occidentale.
  • In particolare si pensa che le migliori condizioni igieniche della popolazione (vaccinazioni, diminuzione delle infezioni, disponibilità di antibiotici) predispongano il nostro sistema immunitario a rivolgere la propria attività non più nei confronti di virus, batteri e parassiti ma verso sostanze (quali ad esempio i pollini) che altrimenti non sarebbero dannose.
  • Va inoltre sottolineato il ruolo dell’inquinamento atmosferico che contribuisce a danneggiare il nostro sistema respiratorio e ad aggravare i sintomi dell’allergia.

Risorse correlate

La dermatite allergica da contatto da nickel è una patologia molto frequente, soprattutto nei pazienti di sesso femminile, probabilmente per il maggior uso di bigiotteria sin dall’infanzia. 

Si manifesta con la comparsa di un arrossamento (eritema) pruriginoso, con vescicole nei punti di contatto con oggetti contenenti tale metallo (orecchini, bottone dei pantaloni, etc).

LA REALTA’

  • In questi casi, non vi è alcuna indicazione a seguire una dieta povera di nickel e l’unico consiglio consiste nell’evitare il contatto prolungato con tutti gli oggetti che contengono nickel.
  • Una piccola parte di questi pazienti iniziano a presentare anche sintomi generali (cioè non localizzati solo nei punti di contatto) a carico della cute (dermatiti a varia localizzazione, orticaria) o dell’apparato gastro-intestinale (difficoltà a digerire, dolori addominali, meteorismo, diarrea).
  • In questi casi è possibile prescrivere una dieta povera di nickel e ne va poi valutato l’effetto dopo almeno 30 giorni.
  • Qualora il paziente abbia avuto un beneficio dalla dieta povera di nickel, occorre poi eseguire un test di provocazione orale per definire con certezza la relazione fra l’ingestione del nichel e la comparsa dei sintomi.

La rinite, malattia delle alte vie respiratorie caratterizzata da starnuti, naso chiuso, naso che cola, prurito nasale e alterazioni dell’olfatto è un evento molto frequente e molte persone sono convinte che sia sempre legata a un’allergia. Ma è davvero sempre cosi?

LA REALTA’

  • La rinite non sempre è un evento legato a un’allergia.
  • A parte il classico caso della rinite “da raffreddamento”, esistono malattie come la rinosinusite o la poliposi nasale che si possono presentare con sintomi che ricordano quelli della rinite allergica.
  • I test allergologici sono naturalmente indicati in presenza di rinite persistente; in caso di negatività di questi test, sarà peraltro opportuno consultare uno specialista otorinolaringoiatra.

Risorse correlate

L’allergia al pelo di gatto (così come quella agli acari della polvere) è estremamente frequente e provoca in entrambi i casi dei sintomi di rinite persistenti molto fastidiosi; in circa il 40% dei casi si può sviluppare, se non si interviene con il vaccino anti-allergico, l’asma bronchiale. 

Molte persone sono convinte che basti passare un aspirapolvere o spruzzare uno spray acaricida (bonifica ambientale) per controllare i sintomi ma è davvero così?

 

LA REALTA’

  • Le misure di bonifica ambientale (aspirapolvere, spray acaricidi) non si sono dimostrate, se usate da sole, sufficienti per controllare i sintomi dei pazienti.
  • In particolare gli allergeni rilasciati dal gatto sono molto leggeri e tendono a permanere nell’ambiente molto a lungo addirittura anche dopo l’eventuale allontanamento dell’animale.
  • Ugualmente gli spray proposti per eliminare gli allergeni del gatto non si sono dimostrati efficaci.

 

Risorse correlate

Le reazioni avverse a farmaci sono diventate molto frequenti: sono sempre riconducibili a un’allergia? 

 

LA REALTA’

  • L’aumento delle reazioni secondarie all’uso di farmaci è legato al fatto che si ricorre molto più spesso all’uso di medicine, talora in modo non corretto anche perché i pazienti assumono in modo autonomo farmaci senza consultare un medico.
  • Occorre però considerare che molto spesso si tratta di effetti collaterali legati al meccanismo d’azione stesso del farmaco (per esempio il mal di stomaco dopo assunzione dei farmaci antinfiammatori o la diarrea con gli antibiotici), oppure a problemi di iperdosaggio o di interazione tra due o più farmaci assunti contemporaneamente. Queste reazioni sono in genere prevedibili e non si può parlare di allergia da farmaco.
  • Esistono poi le cosiddette “ reazioni da ipersensibilità” che sono invece imprevedibili e solo in circa il 20% dei casi l’esame allergologico risulta positivo. Nella gran parte dei casi tali reazioni vengono chiamate pseudoallergiche perché l’esame allergologico risulta negativo.
  • Le reazioni realmente pericolose sono solo quelle in cui viene dimostrata una vera allergia; le altre, seppur fastidiose, non mettono a rischio la vita del paziente. Le vere reazioni allergiche sono comunque una netta minoranza nel panorama delle reazioni da farmaco.

Purtroppo molti pazienti vengono spesso superficialmente ed erroneamente etichettati come “allergici ai farmaci”, e questo crea grossi problemi a loro ed ai medici che li dovranno poi gestire.

 

Risorse correlate

© 2018 - 2011  Allergopharma | Privacy | Cookie Policy | Intranet

Log in with your credentials

Forgot your details?