Ad affermarlo gli Esperti dell’ AAITO, Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri. Le cause principali sono un anticipo delle fioriture causato dalle variazioni climatiche verificatesi negli ultimi anni ma anche le resine (che possono intrappolare pollini o spore) e gli addobbi natalizi.

Le fioriture invernali

Le allergie invernali sono poco note; in genere si pensa che queste si verifichino esclusivamente durante la primavera. Eppure esistono delle piante che fioriscono d’inverno, come ilcipresso, molto diffuso in Italia. Questa pianta fiorisce da novembre fino ad aprile, con picchi durante i mesi di febbraio e marzo. Le persone affette da allergie al cipresso accusano un’ oculorinite persistente e molto fastidiosa.

Un’altra famiglia di piante potenzialmente pericolosa nei mesi invernali è quella delle betulle (Betulacee), anche queste molto diffuse su tutto il territorio italiano. Le allergie alle betulle possono provocare riniti, congiuntiviti e, in alcuni casi anche attacchi di asma.  Come sottolineato dagli Esperti dell’AAITO tra i principali responsabili ci sono le variazioni climatiche degli ultimi 30 anni che hanno causato un’alterazione nel cambio delle stagioni provocando in alcuni casi un anticipo delle fioriture. “In Liguria, per esempio,” spiega Renato Ariano, allergologo di Genova e membro AAITO, “ si è dimostrato un anticipo di addirittura 80 giorni per le piante di parietaria, ma non solo. Questa esposizione anticipata e prolungata a tutti i pollini ha provocato, di conseguenza, il forte aumento delle allergie da polline che si sta registrando di recente.”

L’albero di Natale

Lo stesso albero di Natale può nascondere qualche, per i soggetti allergici. Sin dagli anni ‘7 0 ci sono in letteratura scientifica alcuni lavori che sottolineano come l’albero di Natale, per quanto raramente, possa essere causa di allergie cutanee e/o respiratorie nel 6-7% dei soggetti esaminati. Le indagini eseguite in tali ricerche hanno identificato sensibilizzazioni nei confronti di spore fungine, pollini di piante erbacee e di alberi. Secondo alcuni autori una causa scatenante può essere costituita anche dalle oleoresine presenti sul tronco dell’albero utilizzato per i festeggiamenti.

La tradizione vuole che l’ Albero di Natale sia un Abete (Abies alba), della famiglia delle Pinaceae. I pollini delle pinacee sono stati a lungo considerati a bassa allergenicità sia per le grandi dimensioni dei granuli pollinici (che ne impedirebbero l’ingresso nelle vie aeree inferiori) e sia per i bassi livelli di proteine.

Malgrado il periodo di fioritura dell’Abete vada da maggio a giugno – hanno spiegato gli Esperti dell’AAITO – alcuni pollini possono rimanere impigliati o intrappolati alla resina oleosa, tra gli aghi e sul tronco della pianta. Considerato che l’allergenicità dei pollini può durare a lungo, la liberazione di questi pollini nel calore della propria casa, può scatenare sintomi nei soggetti già allergici che si avvicinino all’albero di Natale. La corteccia dell’albero naturale può inoltre conservare muffe che nell’ambiente caldo-umido domestico possono rilasciare spore e quindi provocare sintomi nei soggetti già sensibilizzati.

Allergie agli addobbi e alle decorazioni

Possono nascondere delle insidie anche gli addobbi, come alberi sintetici,  candele profumate, ghirlande, e/o decorazioni lucide, stelle, palline colorate, festoni, fili argentati o dorati, a maggior ragione se provengono da paesi non europei, ove non esiste una normativa di controllo o che sono stati conservati in cantina per mesi.  Polveri e muffe, se gli scatoloni sono stati conservati in ambienti umidi, possono essere responsabili di sintomi respiratori acuti.

“Invito sempre a diffidare dai prodotti a basso costo che provengono da paesi lontani, che potrebbero provocare reazioni non solo allergiche ma addirittura tossiche”, ha sottolineato il Dott. Renato Ariano, membro AAITO. “Consigliamo, a scopo preventivo, di non tenere in casa gli alberi veri per più di due settimane e di pulire accuratamente il tronco e i rami con una soluzione di acqua e candeggina (1 parte di candeggina e 20 parti di acqua).” Una volta finite le feste, l’a lbero naturale può essere riportato al vivaio (in genere in tutti esiste questa possibilità) o in uno dei centri commerciali che offrono questo servizio (in cambio di sconti od omaggi) oppure messo a dimora in un giardino.

Se l’albero è sintetico, è molto importante la pulizia dalla polvere (allergia agli acari) prima e dopo le feste. Per conservarlo è meglio utilizzare delle bustone di plastica che andranno eliminate ogni anno.

Fonti

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