La diagnostica molecolare è una diagnosi complessa che però viene fatta con un semplice prelievo di sangue, con un minimo stress per la persona, anche per i bambini. Serve per verificare l’allergia non al polline dell’erba o della betulla, oppure alla mela o alla pesca o ad altri alimenti o allergeni, ma alle singole molecole che fanno parte dei vari pollini e degli alimenti allergizzanti. Le persone possono diventare allergiche solo ad alcune di queste molecole, e a volte questa indagine consente di distinguere se una persona ha un’allergia reale oppure un’ allergia “ crociata”, perché alcune molecole possono essere presenti sia nei pollini che in alcuni alimenti.

La “diagnostica molecolare” applicata all’allergologia sta prendendo sempre più piede, rivoluzionando anche le scelte terapeutiche. Si tratta di una metodica allergologica piuttosto avanzata, e oggi è abitualmente condotta nei servizi di Allergologia più aggiornati degli ospedali.

A differenza della diagnostica “classica” che utilizza prick test cutaneo, CAP test per la ricerca delle IgE specifiche ed evidenzia anticorpi (IgE) rivolti verso molecole allergeniche di qualsiasi tipo presenti in una fonte (ad esempio graminacee, acari della polvere, arachidi, latte, uovo, etc), la diagnostica molecolare consente di individuare la singola molecola specifica di ‘quella’ fonte oppure una molecola presente su tante fonti contemporaneamente. Questa opportunità comporta risvolti pratici facilmente immaginabili nell’ambito di un percorso personalizzato per quanto riguarda sia la dieta che la terapia, in particolare nella scelta di un’eventuale immunoterapia specifica (vaccino) ancora più mirato di quanto non si possa fare – in alcuni casi  – con la diagnostica “classica”.

Allergologia molecolare

Gli allergeni molecolari

Negli ultimi anni sono stati caratterizzati a livello molecolare oltre 1785 allergeni molecolari derivati da alimenti (latte vaccino, uova di gallina, pesce, sedano, carota, kiwi, mela, pesca, anacardo, arachide, nocciola, soia, sesamo, grano, altri), lattice, piante (graminacee, erbe, alberi), artropodi (crostacei, insetti, acari), animali (cane, gatto, cavallo, topo), muffe.

Il processo d’identificazione e caratterizzazione delle fonti allergeniche ha portato alla produzione e commercializzazione di allergeni naturali purificati o prodotti con tecnologia del DNA ricombinante.

Parlando di pollini, per esempio quelli delle graminacee, occorre considerare che all’interno di essi esistono una miriade di molecole: solo alcune di esse causano la comparsa dei sintomi allergici. I pollini di graminacee, betulla, etc contengono, infatti, molecole presenti anche in altri pollini ma non solo, le stesse molecole, appartenenti alla famiglia delle cosiddette profiline (PR-10), possono essere presenti anche in molti alimenti e, quindi, mangiando tali alimenti si può scatenare un’allegia.

La diagnostica molecolare è in grado di riconoscere se esiste una molecola specifica solo per quel tipo di polline o di alimento, etc che provoca in genere un’allergia grave oppure se in quel polline sono presenti molecole riscontrate anche in altri tipi di polline, o anche in alimenti, che possono determinare una reazione allergica in genere più lieve. Accade spesso che le persone mostrino sensibilizzazioni multiple quando vengono sottoposte ai test allergologici tradizionali e per questo motivo, anche se candidate all’ immunoterapia specifica , non la effettuano per la difficoltà ad individuare l’allergene o gli allergeni principali. Ed è proprio in questi casi che la diagnostica molecolare si rivela più vantaggiosa come strumento per distinguere tra una vera sensibilizzazione ed una falsa polisensibilizzazione (la positività verso diversi allergeni).

Per concludere è importante ricordare che le allergie non vanno mai sottovalutate, sin dalla più tenera età, e possono determinare reazioni anche gravi ma, soprattutto, devono essere correttamente diagnosticate sin dall’inizio da uno specialista e opportunamente curate. La diagnostica allergologica molecolare rappresenta un mezzo diagnostico scarsamente invasivo, più economico rispetto ad altre metodiche, richiede idonee conoscenze da parte dell’allergologo e dell’allergologo pediatra, per essere efficacemente applicata alla clinica. Se applicata con la dovuta competenza questa metodica è in grado di fornire un preciso profilo di sensibilizzazione personalizzata sul singolo soggetto.

Fonti

  • Allergie. Le nuove prospettive della diagnostica molecolare
  • Alessandri C et al – La diagnostica molecolare in allergologia. Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica, 05/2010, pag. 11-20
  • Giulio Vignati, Anna Fasolato, Antonietta Maronati – La diagnostica molecolare in allergologia: la richiesta del clinico e la risposta del laboratorio; un approccio operativo utilizzando i test riflessi. LigandAssay 15 (1) 2010, pag 66-75
© 2018 - 2011  Allergopharma | Privacy | Cookie Policy | Intranet

Log in with your credentials

Forgot your details?