L’ uovo, oltre ad essere un ottimo alimento per i bambini sin dai 5 mesi di vita e per i ragazzi, è in cima alla lista di quelli più allergizzanti nel corso dell’infanzia, seguito da latte vaccino, pesce, frutta secca e grano. Questa lista è stata divulgata nel 2014 dalla Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP).

 

L’ allergia all’uovo è un’ allergia alimentare comune nei bambini che spesso scompare con la crescita. Si stima che, fra i bambini entro i primi 2 anni di vita, sia allergico alle uova circa l’1,5% dei soggetti. L’età media di presentazione è intorno ai 10 mesi e in particolare nei bambini sensibilizzati con dermatite atopica .

Almeno una ventina di proteine contenute nel tuorlo e nell’ albume possono scatenare reazioni. L’allergia è riferibile alle uova sia crude che cotte. La sensibilizzazione al solo albume o al solo tuorlo è un’evenienza rara.

La quantità necessaria per scatenare una reazione allergica varia da persona a persona. Un soggetto con una grave allergia a rischio di shock anafilattico non tocca neppure una briciola di torta o pasta all’uovo; quello moderatamente allergico può assaggiarne una fettina ma il rischio permane, perché la gravità delle reazioni può variare.

I SINTOMI

L’ allergia all’uovo può provocare un’ampia varietà di sintomi in genere entro 2 ore, spesso entro 20-30 minuti dall’ingestione di un uovo o di alimenti che lo contengono e si manifestano con reazioni cutanee (per es. orticaria ), e reazioni gastrointestinali: mal di pancia, spesso associato a diarrea e vomito. Si osserva anche un peggioramento dei disturbi respiratori come asma e rinite con starnuti e respiro sibilante. La SIAP ha sottolineato, inoltre, che può comparire orticaria anche a seguito di un semplice contatto con l’uovo da parte di un bambino; tuttavia, alcuni bambini pur presentando un’orticaria da contatto non manifestano altre reazioni allergiche se mangiano uova o cibi che le contengono. In ogni caso, è sempre consigliabile rivolgersi ad un pediatra allergologo per una diagnosi certa. Questo consente da un lato di evitare tutti i rischi del caso per il piccolo e dall’altro di evitare l’esclusione totale di alcuni alimenti che potrebbe essere inutile e perfino dannosa soprattutto se attuata di propria iniziativa senza un consulto medico.

LA DIAGNOSI E LA TERAPIA

La diagnosi di allergia all’uovo viene fatta dal medico dopo l’esecuzione di alcuni test specifici per le allergie e le intolleranze alimentari.

In genere, la terapia prevede l’eliminazione dalla dieta dell’uovo e di tutti gli alimenti che lo contengono, in attesa che la reazione di sensibilizzazione diminuisca fino a sparire in modo spontaneo con la crescita del bambino. Quando si potrà reinserirlo? I tempi della reintroduzione dell’uovo nella dieta dovranno essere concordati insieme all’allergologo. Per le forme particolarmente gravi, che non danno segni di guarigione entro i 6 anni di età, si può ricorrere alla terapia di desensibilizzazione. In cosa consiste? Il bambino viene ricoverato in ospedale per alcuni giorni durante i quali i medici somministrano dosi crescenti di uovo e ne monitorano le reazioni.

L’IMMUNOTERAPIA ORALE

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi per valutare l’efficacia dell’ immunoterapia orale anche per questo tipo di allergia. Nonostante i risultati positivi e promettenti, sinora sono stati condotti solo studi su campioni troppo piccoli e senza un gruppo di soggetti di controllo. Altri studi più rigorosi sono in corso.

CHE COSA È CONSIGLIABILE EVITARE

È noto che la reazione allergica è provocata da alcune proteine contenute nell’uovo, in particolare nell’albume ma anche nel tuorlo; tale reazione ostacola l’assimilazione e la digestione dell’alimento che dovrà essere eliminato, almeno temporaneamente dalla dieta. Oltre all’alimento in sé sarà necessario fare attenzione anche a tutti gli altri cibi nei quali può essere contenuto l’uovo: pasta all’uovo, biscotti, torte, prodotti da forno in generale, gelati alla crema, piatti pronti con panatura, salse per condire, maionese e altri. Per far ciò sarà utile leggere sempre l’etichetta così da verificare la presenza o meno dell’uovo. La legislazione europea stabilisce che le

aziende alimentari hanno l’obbligo di dichiararne il contenuto sull’etichetta. Oltre alla dicitura “ tracce di uovo” potrebbero essere riportati i nomi di alcune proteine, come l’ ovoalbumina, l’ ovomucina, l’ ovomucoide o l’ ovotransferrina.

Fonti

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