Allergopharma
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VIDEO INTERVISTE

Patch test (test epicutanei)

Video intervista al prof. Paolo Pigatto
Specialista in Dermatologia e Venereologia e in Allergologia e Immunologia Clinica
IRCCS Istituto Galeazzi, Milano





I patch test, chiamati anche test epicutanei sono una metodica allergologica molto importante perché permettono di fare la diagnosi della dermatite allergica da contatto. Questi test prevedono l'applicazione di alcuni cerotti sul dorso, che devono essere tenuti “a dimora”  per 48 ore senza che la persona svolga attività tali da poterli staccare. Allo scadere delle 48 ore, si tolgono i cerotti e si applicano degli stick particolari per identificare il punto dove sono stati applicati i test precedenti e si fa una lettura mediamente dopo altre 48 ore. In termini pratici si possono attaccare i cerotti il lunedì, rimuoverli il mercoledì e poi leggere il risultato finale il venerdì. Sono concesse anche delle variazioni, per rendere più agevole il test magari con un'unica lettura a 72 ore che è ammessa da alcune Società Scientifiche ma la tecnica rimane comunque la stessa in tre fasi. Il test consente una diagnosi eziologica, cioè di causa della dermatite allergica da contatto


Quali sono le sostanze che riusciamo a identificare in questo modo?
Di solito, si tratta di sostanze chimiche, quindi non alimentari o respiratorie. Le sostanze più identificate sono i metalli, per esempio il nichel, che è anche il metallo che dà la maggiore frequenza di dermatite allergica da contatto, ma anche cobalto e cromo (quest'ultimo è l'allergene più frequente nella dermatite da calzature). Altre sostanze che possono essere identificate sono quelle che vengono utilizzate nella vulgarizzazione della gomma per uso di guanti, calzature e anche le sostanze coloranti che hanno un utilizzo specifico per esempio nelle tinture per capelli (parafenilendiamina o PPD) e tutta una serie di altri composti che si trovano anche nei tessuti colorati con questi prodotti.

Un altro gruppo spesso coinvolto nella dermatite da contatto  è quello delle sostanze contenute nei cosmetici, di cui fanno parte i profumi (che sono fortemente allergenizzanti). Altre sostanze importanti di cui tener conto sono i conservanti dei cosmetici, che possono causare dermatiti da contatto soprattutto alle palpebre, al viso e in altre sedi di rilievo da punto di vista estetico.

Infine, esistono tutta una serie di altre sostanze che possono avere un'importanza da un punto di vista professionale – non dimentichiamo che questi test permettono anche di diagnosticare patologie allergiche di tipo professionale. Sotto questo aspetto, i patch test vengono spesso utilizzati anche come prove dal punto di vista medico-legale e assicurativo per cause legali, lavorative e professionali.

I test epicutanei (patch test) sono test piuttosto abbastanza semplici, molto facili da eseguire, un po' complessi per la lunghezza temporale perché evidenziano allergie di tipo ritardato e quindi richiedono un po' di tempo perché esse si manifestino una volta sollecitate; rappresentano però un metodo sicuro, difficilmente danno reazioni altamente pericolose, non è mai stato identificato uno shock anafilattico da test epicutanei quindi si tratta di test che si possono utilizzare in assoluta tranquillità e permettono di identificare con precisione un responsabile della dermatite allergica da contatto, una malattia ancora per certi versi misteriosa.

 

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Pagina aggiornata il: 9 Marzo 2016