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L'ALLERGIA AI PARABENI

I parabeni: che cosa sono?
I parabeni sono sostanze utilizzate da oltre 50 anni come conservanti nell'industria di cosmetici, farmaci, alimenti e bevande per le loro proprietà battericide, fungicide, antiossidanti e antifermentative. Sono presenti, anche sotto forma dei relativi sali in diverse formulazioni di cosmetici e farmaci sia per uso locale che generale. Alcuni parabeni trovano impiego come additivi alimentari per rallentare i processi di ossidazione degli alimenti da conservare.
Sono una famiglia di composti organici aromatici, esteri dell' acido 4-idrossibenzoico; il loro nome deriva dalla contrazione di "estere para-idrossibenzoico". I più utilizzati sono i metil-, etil-, propil-, butil-, isobutil- e benzilparabeni. Possono essere utilizzati da soli ma più spesso - per aumentarne l'efficacia - vengono usati sotto forma di miscele.


Come si riconoscono i diversi tipi di parabeni?
Le miscele in commercio sono tutte di origine sintetica sebbene la formula di alcuni si avvicinino molto a quelle di sostanze presenti in natura. Secondo l'utile guida di Corinne Gauget (Macroedizioni, 2009) i principali da tenere presenti e da saper riconoscere sono i seguenti:

(1)  Etilparabene (E214) (INCI Name: ethylparaben), e il sale sodico etile-p-ossibenzoato (E215). Altri nomi:  etil 4-idrossibenzoato, etil-para-ossibenzoato o paraidrossibenzoato d'etile. 
Derivano entrambi dall'E210; vengono utilizzati dall'industria alimentare, cosmetica e farmaceutica. In soggetti predisposti possono provocare: allergie, iperattività, asma, orticaria, insonnia, effetti anestetizzanti e vasodilatarori, crampi.

(2)  Propilparabene (E216) (INCI Name: propylparaben) e il sale sodico propile-P-ossibenzoato o para idrossibenzoato di propile (E217). Altri nomi: propil p-idrossibenzoato, propil paraidrossibenzoato, nipasol 
Vengono utilizzati dall'industria cosmetica e farmaceutica. Sono stati recentemente vietati come additivi alimentari.

(3)  Metilparabene (E218) (INCI Name methylparaben), e il sale sodico metil-p-idrossibenzoato (E219). Altri nomi: metil p-idrossibenzoato, metil paraidrossibenzoato, Tegosept, Mycocten, Nipagina.
 Sono utilizzati soprattutto in shampoo e saponi ma anche in cosmetici e alimenti. Possono causare irritazioni cutanee nei soggetti predisposti.

(4)  Butilparabene (INCI Name butylparaben). Altri nomi: butil paraidrossibenzoato, butil p-idrossibenzoato.
Viene utilizzato soprattutto nell'industria dei cosmetici. Anch'esso può provocare reazioni cutanee nei soggetti predisposti.

 

Come agiscono?
Sia cosmetici che alimenti rappresentano substrati ideali per batteri e funghi, principali responsabili dell'irrancidimento e della decomposizione con il potenziale pericolo di veicolare infezioni cutanee e intestinali.
I parabeni svolgono una naturale azione antibatterica, antifungina e antiossidante che consente di rallentare il processo di decomposizione dei prodotti in cui viene inserita la loro miscela consentendo un più lungo periodo di conservazione. I conservanti sono necessari in quanto mantengono più a lungo la freschezza degli alimenti e dei cosmetici e soprattutto evitano lo sviluppo e la contaminazione da parte di patogeni (batteri e funghi); rallentano, inoltre, il processo di ossidazione degli acidi grassi da parte dei famigerati radicali liberi. Vengono comunque inseriti a dosi molto basse. In alternativa ai parabeni potrebbero essere usati derivati di molecole complesse di zuccheri. Queste sostanze non provocano allergie da contatto ma il loro utilizzo è molto costoso rispetto a quello dei parabeni.

 

Dove si possono trovare i parabeni?
I parabeni si possono trovare nella grande distribuzione soprattutto in:

Più prolungato è il tempo di contatto con la pelle (o la mucosa intestinale), maggiore è il rischio che i parabeni inducano un'allergia soprattutto nei soggetti già sensibilizzati. E' anche possibile che persone che hanno reagito ad un farmaco contenente parabeni, riescano a tollerare la loro presenza in un cosmetico. In ogni caso, sarebbe meglio evitare che ciò avvenga.

 

In quali alimenti in particolare si possono trovare?
Come accennato, grazie alla loro attività conservante i parabeni vengono aggiunti in:

Chi riceve una diagnosi di allergia ai parabeni dovrà evitare gli alimenti ma anche i cosmetici per non indurre l'insorgenza di allergie crociate.

 

Come mai il loro utilizzo è così diffuso?
Il largo uso è “giustificato” da molteplici ragioni: il basso costo, l'efficacia tecnologica, la presunta inefficacia di alternative naturali e/o il loro elevato costo  e l'impiego decennale, sono tutti fattori che spiegano perché l'uso dei parabeni sia molto comune in diversi ambiti merceologici.


Perché il loro utilizzo è diventato così controverso?
Nonostante l'uso così diffuso e pluriennale a partire dal 2005, i parabeni sono sotto i riflettori. Alcuni studi, infatti hanno messo in evidenza che questi conservanti interferiscono con il sistema ormonale e soprattutto sull'attività degli ormoni estrogeni, ormoni femminili per eccellenza, causando infertilità, disfunzioni erettili maschili. Ulteriori studi hanno documentato anche un aumentato rischio di tumore al seno. Parte di questa ipotesi è correlata all'evidenza di un crescente numero di tumori al seno nel quadrante superiore della mammella, nell'area dove vengono abitualmente applicati deodoranti antitraspiranti contenenti parabeni.
La polemica sulla tossicità o meno di questi conservanti sulla nostra salute non si è a tutt'oggi sopita anche perché in realtà non vi sono a tutt'oggi studi scientifici rigorosi che dimostrino senza ombra di dubbio l'attività pro-cancerogena di queste sostanze.
Alcuni esperti sottolineano che si tratta di molecole molto grosse, quindi con una dimensione troppo grande per poter essere assorbite dalla pelle o dalla mucosa sana a meno che non vi siano tagli o abrasioni.
Proprio in virtù di questa mancanza di risultati chiari, i parabeni sono tuttora legalmente autorizzati nell'Unione Europea e l'industria è pronta a giurare sulla loro innocuità ai dosaggi consentiti.

 

Il loro utilizzo ha degli effetti collaterali?
Come tutte le sostanze chimiche anche l'utilizzo e il contatto, soprattutto prolungato, con i parabeni può indurre la comparsa di effetti collaterali come irritazioni cutanee,  orticaria, dermatiti, allergie cutanee e reazioni allergiche nei soggetti predisposti. Il rischio di questi effetti secondari aumenta con l'esposizione alla luce del sole e nei soggetti predisposti.
I parabeni vengono eliminati attraverso le urine sotto forma di acido ippurico, quindi in genere non si accumulano nel nostro organismo, tuttavia alcuni ricercatori stanno studiando la possibile correlazione tra l'assunzione abituale di queste sostanze e l'insorgenza di disturbi come irritazione gastrica con relativi disturbi digestivi, problemi della crescita, insonnia, asma, irritazione oculare, orticaria, iperattività. Nell'ultima decade sono stati inoltre avviate ulteriori indagini per indagare gli effetti dei parabeni su organi riproduttori ed embrioni.

 

Esiste una normativa Europea e/o Italiana sul loro utilizzo?
Per tutelare la salute dei cittadini e limitare il rischio possibile di sensibilizzazione ai parabeni nei soggetti predisposti, la normativa europea dei cosmetici ha posto dei limiti alla concentrazione dei parabeni che deve essere pari allo 0.4% di sostanza pura singola e allo 0.8% per le miscele di esteri parabenici (Council Directive 76/768/EEC on Cosmetic Products).
Per quanto riguarda invece il contenuto di parabeni nei prodotti alimentari, sono stati vietati i parabeni E216 ed E217 mentre è stato ufficialmente dichiarato sicuro l'uso dell'etilparabene e del  metilparabene sempre in dosi limitate.
Alcuni paesi, come la Francia, nel dubbio di possibili rischi hanno da tempo preferito vietare l'uso dei parabeni; altri come la Danimarca, ne hanno proibito l'uso nei prodotti per i bambini al di sotto dei tre anni, più sensibili alle variazioni ormonali.
In Italia, l'uso di parabeni nei limiti di legge è regolamentare e viene ritenuto non dannoso considerando la mancanza di prove scientifiche che realmente dimostrino effetti deleteri ai dosaggi raccomandati.


 

Recenti limiti per l'utilizzo dei parabeni nei cosmetici
Il Notiziario Chimico Farmaceutico del 24 febbraio 2015 ha riportato la notizia dell'entrata in vigore di “ una modifica del Regolamento Europeo dei cosmetici che impone limiti più restrittivi all'utilizzo del butilparabene e del propilparabene come conservanti nei prodotti cosmetici anche in Italia: la somma delle concentrazioni dei due conservanti, come acido, non deve superare lo 0,14%. È inoltre vietato l'uso nei cosmetici destinati ai bambini di età inferiore a tre anni per applicazione nell'area del pannolino. Resta invariato il limite massimo (0,8%) della concentrazione totale di tutti i parabeni per le miscele di esteri (espresse come acido). I prodotti cosmetici non conformi a queste nuove prescrizioni non potranno più essere immessi sul mercato a partire dal 16 aprile 2015, e non potranno più essere messi a disposizione sul mercato dal 16 ottobre 2015.“

 

Altre risorse d’interesse
- altroconsumo.it/salute/pelle-sole/news/parabeni-legislazione
- farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza
- oggiscienza.wordpress.com/paraben-free-cosa-dice-la-legge/
- rischiochimico.it/parabeni_nei_cosmetici
- acef.it
- ceprasrl.it/regolamento-parabeni

 

Fonti
ARTICOLI
- Moosa Faniband - Human biological monitoring of suspected endocrine‑disrupting compounds.  Asian Journal of Andrology (2014) 16, (5–16)
- Castelain F, Castelain M - Parabens: a real hazard or a scare story? Eur J Dermatol 2012 Nov-Dec;22(6):723-7
- Crinnion WJ - Toxic effects of the easily avoidable phthalates and parabens. Altern Med Rev 2010 Sep;15(3):190-6

LIBRI
- Gouget C – Guida tascabile agli additivi alimentari. M acro Ed, Cesena, 2009
- European Food Safety Authority, Opinion of the Scientific Panel on Food Additives, Flavourings, Processing Aids and Materials in Contact with Food on a request from the Commission related to para hydroxybenzoates (E 214-219) in The EFSA Journal, vol 83, luglio 2004
- Franco Bettiol, Manuale delle preparazioni galeniche, Tecniche Nuove, Milano, 2003
- Ernest Flick, Cosmetics additives: an industrial guide, William Andrew Publisher, 1991

SITOGRAFIA
Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare


REGOLAMENTO (UE) N. 1004/2014 DELLA COMMISSIONE del 18 settembre 2014
che modifica l'allegato V del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici.
ceprasrl.it/regolamento-parabeni.pdf

The EFSA Journal (2004) 83, 1-26, P 1 of 26
Opinion of the Scientific Panel on Food Additives, Flavourings, Processing Aids and Materials in Contact with Food on a Request from the Commission related to para hydroxybenzoates (E 214-219) / Question number EFSA-Q-2004-063  (adopted on 13 July 2004)
efsa.europa.eu

Cosmetics, Parabens, and Breast Cancer
Subject: Cosmetics, Parabens, and Breast Cancer (article) Posted 9/6/04
From the Summer 2004 newsletter of the Women's Community Cancer Project
c/o the Women's Center, 46 Pleasant Street, Cambridge, MA 02139 Cosmetics, Parabens, and Breast Cancer by Rita Arditti
organicconsumers.org

The Universal Selection Source: Cosmetics Ingredients
- cosmetics.specialchem.com/inci/ethylparaben
- cosmetics.specialchem.com/inci/propylparaben
- cosmetics.specialchem.com/inci/methylparaben
- cosmetics.specialchem.com/inci/butylparaben



 

Pagina aggiornata il: 8 Aprile 2015