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L'ALLERGIA AL PESCE

ALLERGIA AL PESCE

 

Circa l'1-5% della popolazione mondiale manifesta allergie alimentari. La prevalenza dell'allergia al pesce nei Paesi Occidentali oscilla tra lo 0.2% e lo 0.6% mentre nei Paesi Asiatici dove il consumo di pesce è più elevato, l'allergia può manifestarsi fino al 2.3% della popolazione. Considerato che il consumo di pesce sta aumentando anche nei Paesi Occidentali per il suo alto valore nutritivo e per i suoi effetti benefici e salutari, le reazioni allergiche al pesce potrebbero mostrare un aumento in futuro.

Le persone allergiche al pesce, in genere reagiscono a diverse specie ittiche, perché sono sensibili alla parvalbumina, il maggior allergene del pesce, che condivide identità di sequenze tra il 61-93% tra le varie specie.

L' allergia al pesce – che colpisce sia bambini che adulti, viene considerata un' allergia grave e persistente che non tende a scomparire con l'età.
I principali sintomi dell' allergia al pesce possono variare da una lieve irritazione della bocca a reazioni potenzialmente gravi, fino all' anafilassi . Gli organi coinvolti con maggiore frequenza sono la cavità orale, la pelle e il tratto gastrointestinale. I pazienti possono manifestare reazioni allergiche per contatto cutaneo o per inalazione dei vapori che si liberano durante la cottura del pesce. Il pesce può essere anche una causa di allergia professionale.


Ad oggi l'unico trattamento disponibile è la stretta eliminazione del pesce dalla dieta e il trattamento con farmaci di emergenza in caso di ingestione accidentale, inclusa l' adrenalina per i casi a rischio di anafilassi . Nel tempo, ciò aumenta stress e ansia nei pazienti e nei familiari per le possibili reazioni con conseguente riduzione della qualità della vita. Per questo cresce la necessità di un trattamento con immunoterapia specifica, sicura ed efficace. Questo bisogno ancora insoddisfatto è attualmente in studio all'interno del progetto con fondi europei FAST il cui scopo è quello di sviluppare un' immunoterapia specifica (vaccino antiallergico) tramite applicazione di parvalbumina ricombinante ipoallergenica.





Fonti
- European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI)




 

Pagina aggiornata il: 5 Giugno 2017