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L’ALLERGIA AL BICROMATO DI POTASSIO

L’allergia al bicromato di potassio

 

Pur essendo meno nota e diffusa dell'allergia al nichel, la sensibilizzazione al bicromato di potassio può dare anch'essa fastidiosi disturbi cutanei. Si stima che il problema riguardi circa il 3-4% della popolazione, una percentuale 5-6 volte inferiore rispetto a quella degli allergici al nichel, che sono circa il 18-20%.

 

Come si manifesta?
L' allergia al bicromato di potassio si manifesta in genere con una dermatite da contatto in zone cutanee circoscritte, quelle che entrano in contatto con il metallo, più comunemente le mani e i piedi. Il cromo è un metallo e il bicromato di potassio è uno dei suo sali. La dermatite può determinare prurito, arrossamento e un'eruzione eczematosa (formazione di piccole vescicole che spesso desquamano) nell'area cutanea che è stata a contatto con il metallo. Interessa spesso i piedi perché il bicromato di potassio è usato nella concia dei pellami utilizzati per fabbricare scarpe.


Come si fa a riconoscerla?
Basta fare un semplice test allergologico, il patch test, che consiste nell'applicare sulla schiena dei cerotti (patch) che contengono le sostanze sospettate di provocare l'allergia. Generalmente si testa una serie standard di sostanze tra cui nickel, profumi, derivati della gomma e, appunto, bicromato di potassio, definite ubiquitarie perché ciascuno di noi può venirne in contatto nella vita quotidiana. Dopo 48-72 ore i cerotti vengono rimossi e i risultati del test devono essere letti da uno specialista, l'unica figura competente per poterli interpretare.

Dove si trova il bicromato di potassio?
Numerose sono le possibili fonti di contatto, professionali ed extraprofessionali. Negli anni passati, il bicromato di potassio era noto come sensibilizzante soprattutto dei conciatori e dei muratori, tanto che l'allergia a questo sale di cromo era riconosciuta come malattia professionale per queste due categorie di lavoratori. Il bicromato di potassio, infatti, è un componente del cemento e viene utilizzato nei vari processi di conservazione, concia, preparazione, trattamento e rifinitura di cuoio, pelli e pellicce. Nell'industria tessile si utilizza soprattutto il cromo trivalente come fissativo per i coloranti dei tessuti. Tuttavia, il bicromato di potassio si incrocia con il cromo trivalente: che cosa significa? Ciò vuol dire che chi è sensibilizzato al bicromato di potassio nel 99% dei casi lo è anche al cromo trivalente, per cui dovrebbe stare attento a evitare il contatto anche con tutto ciò che contiene questa sostanza.

Quali sono altre possibili fonti di contatto professionali e non?
Tra le fonti professionali, Il bicromato di potassio viene ampiamente utilizzato nella costruzione di impianti elettrici, nella fabbricazione di ceramiche, nell'industria cartotecnica e delle vernici, in quella farmaceutica e nella produzione di coloranti e colori.
Tra le possibili fonti extraprofessionali, ci sono le protesi ortopediche o dentarie che contengono sali di cromo, tutti gli accessori di pelle conciati con cromo (borse, scarpe, guanti, cinture), sostanze sbiancanti, detersivi e disinfettanti, le capocchie dei fiammiferi.  Il bicromato di potassio può essere presente anche in cosmetici e in molti alimenti. Attenzione anche ai tatuaggi colorati: sono soprattutto i pigmenti giallo-verdi che lo possono contenere. Altre possibili fonti di contatto sono: aghi da agopuntura, oli da taglio, liquidi da raffreddamento, anticorrosivi, conservanti del legno, divise militari, inchiostri, tinture, pigmenti, colori a olio e a tempera, gomma, linoleum.

Quali sono gli alimenti che contengono bicromato di potassio? Vanno evitati?
Il bicromato di potassio si trova in diversi alimenti, per esempo: uova, carne di manzo, vitello e tacchino, ostriche, patate, funghi, cipolle, alcune spezie, farina di grano integrale, tè, vino, birra, cioccolato. Tuttavia, dire che chiunque sia allergico al bicromato di potassio deve evitare tutto ciò che lo contiene significa fare dell'inutile allarmismo. Discorso diverso per l' allergia al nichel , che è in evidente crescita. Chi è allergico al metallo e presenta questi sintomi deve certamente bandire cibi e bevande che lo contengono. Nel caso del bicromato di potassio, è assai più raro che una persona allergica manifesti sintomi come gonfiore e dolore addominale, senso di nausea e alterazioni dell'alvo. Secondo alcuni Esperti, dovrebbero eliminare gli alimenti che contengono il bicromato di potassio solo le persone fortemente sensibilizzate al cromo, ma la questione è ancora controversa quindi è bene affidarsi al parere del proprio specialista che conosce la situazione individuale.

Chi sono i soggetti più colpiti?
L'età media di esordio dell'allergia al bicromato di potassio dipende dalla fonte di esposizione: nelle forme extraprofessionali ci vogliono molti anni prima che si manifesti una sensibilizzazione, mentre in quelle professionali l'allergia può comparire anche dopo pochi mesi dal continuo contatto. I più colpiti, in questi casi, sono sicuramente i conciatori, gli addetti alla produzione di cemento e quelli dell'industria metallurgica.

La prevenzione può essere utile?
Certamente. E' fondamentale fare il possibile per ridurre le occasioni di contatto con le sostanze e gli oggetti che contengono questo allergene, una volta identificato. E' utile, per esempio, indossare dei guanti - rigorosamente non di cuoio perché sono conciati col cromo – per svolgere i lavori domestici o mansioni professionali che implichino il contatto con i sali di cromo.
É importante utilizzare solo calzature realizzate con cuoio conciato con prodotti vegetali. Non sono facili da trovare, ma in Italia ci sono diverse aziende che le producono, cercando su internet sicuramente si possono reperire. Bisogna, inoltre, evitare il contatto con detersivi o altre sostanze che contengano cromo, quindi è utile leggere sempre le etichette dove devono essere scritti tutti i componenti.

Esiste una cura?
Purtroppo a tutt'oggi non esiste un vaccino (immunoterapia specifica) per chi è allergico al bicromato di potassio. Il trattamento consigliato è a base di creme cortisoniche, che possono aiutare a ridurre l'infiammazione e ad alleviare l'arrossamento e il prurito. Nei casi più gravi, tuttavia, lo specialista allergologo può prescrivere cortisonici per bocca, a cui si possono associare antistaminici per calmare il prurito quando diventa troppo intenso da sopportare.





Fonti

- Lidén C, Andersson N, Julander A, Matura M - Cobalt allergy: suitable test concentration, and concomitant reactivity to nickel and chromium. Contact Dermatitis 2016 Mar 21

- Bregnbak D et al - Chromium allergy and dermatitis: prevalence and main findings. Contact Dermatitis 2015 Nov;73(5):261-80

- Bregnbak D et al – Chromium(VI) release from leather and metals can be detected with a diphenylcarbazide spot test. Contact Dermatitis 2015 Nov;73(5):281-8

- Tilakaratne D, Sidhu S - Heavy metal (monoclonal) bands: a link between cutaneous T-cell lymphoma and contact allergy to potassium dichromate, nickel and cobalt? Australas J Dermatol 2015 Feb;56(1):59-63

- Kręcisz B et al - Allergy to orthopedic metal implants - a prospective study. nt J Occup Med Environ Health 2012 Sep;25(4):463-9

- Cruz MJ et al - Occupational asthma caused by chromium and nickel. Arch Bronconeumol 2006 Jun;42(6):302-6

- Hegewald J et al - A multifactorial analysis of concurrent patch-test reactions to nickel, cobalt, and chromate. Allergy 2005 Mar;60(3):372-8




 

Pagina aggiornata il: 31 Marzo 2016