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LE ALLERGIE IN ANESTESIA

Allergie in anestesia

All'argomento sensibile è stata dedicata una sessione del 12° Congresso SIARED (Società Italiana di Anestesia Rianimazione Emergenza e Dolore), Roma 10-12 giugno 2016 che ha messo a confronto Anestesisti Rianimatori e Allergologi.

La figura dell'Anestesista Rianimatore è coinvolto a pieno titolo sul tema e deve avere tutte le competenze per gestire soggetti allergici nelle diverse situazioni come ad esempio nel caso di pazienti che debbano sottoporsi ad interventi chirurgici. Allo stesso tempo, fondamentale è il ruolo del paziente che non dovrà omettere alcuna informazione durante la visita pre operatoria.


Allergie, un fenomeno in crescita
Le allergie continuano a crescere soprattutto nei paesi più sviluppati, e ad esserne colpiti sono soprattutto i bambini:  il 10% d al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale (nella stragrande maggioranza dei casi provocata da allergie) e il 18-20% soffre di rinite allergica. Molteplici le cause tra cui l' eccessiva igiene, ma anche gli alimenti o i farmaci, senza dimenticare le allergie che colpiscono specifiche categorie professionali come medici e personale sanitario.


L'emergente esigenza di percorsi assistenziali dedicati
L' allergia rappresenta un tema specifico, ma trasversale a tutti gli ambiti sanitari, la cui crescita comporta un aumento di varietà di forme cliniche e subcliniche, talora difficili da inquadrare, con la conseguente esigenza, sempre più emergente, di percorsi assistenziali dedicati. In questi percorsi, entra a pieno titolo la figura dell' Anestesista Rianimatore che deve avere tutte le competenze adeguate per gestire soggetti allergici nelle diverse situazioni come ad esempio nel caso di pazienti che debbano sottoporsi ad interventi chirurgici. In parallelo, è altrettanto importante sottolineare il ruolo del paziente che - durante la visita pre-operatoria - non dovrà omettere alcuna informazione.


Le allergie in anestesia: i numeri
Le allergie in anestesia rappresentano un'entità numericamente non ben quantificabile, mancano a tutt'oggi precisi dati epidemiologici ed inquadramenti specifici dei fenomeni allergici, ma si stima che si verifichi una crisi anafilattica ogni 10.000 - 20.000 anestesie. Un evento sicuramente infrequente, tuttavia severo quando accade, con una mortalità che varia dal 3 al 9% dei casi. Il limite nel definire esattamente l'incidenza sta nella maggiore difficoltà di fare la diagnosi di anafilassi nel paziente sotto anestesia, rispetto al paziente non anestetizzato.

Con l' anestesia, infatti, si verificano normalmente una serie di variazioni dello stato emodinamico e respiratorio del paziente che possono ritardare la diagnosi di anafilassi. L' anestesia, inoltre, soprattutto l' anestesia generale, prevede la somministrazione contemporanea di diversi farmaci, pertanto l'agente che causa l'allergia non sempre è facilmente identificabile.


Cause principali
Si stima che nel 60-70% dei casi i farmaci miorilassanti siano responsabili della reazione allergica. In misura minore poi ipnotici, sedativi, antibiotici, morfino-simili e FANS. Gli anestetici locali sono invece molto raramente responsabili di reazioni allergiche, considerato anche il loro ampio utilizzo.

L'allergia al lattice, che fino a poco tempo fa rappresentava la seconda causa per incidenza di anafilassi (10-20%), è negli anni progressivamente diminuita grazie all'impegno profuso dalle strutture sanitarie nel ridurre al minimo o eliminare il materiale contenente lattice nelle sale operatorie italiane e nella costruzione di ambienti e percorsi latex free per i pazienti allergici.

Grande attenzione viene, inoltre, posta nel riconoscere precocemente il paziente che potrebbe essere a rischio di reazione al lattice (ad esempio operatori sanitari o pazienti plurioperati), identificando già alla visita anestesiologica pre intervento i possibili fattori di rischio anche in assenza di precedenti reazioni avverse o test specifici positivi.


Visita anestesiologica pre operatoria
Il paziente allergico che deve sottoporsi ad intervento chirurgico, deve innanzitutto segnalare chiaramente all'Anestesista Rianimatore il tipo di allergia e il tipo di reazioni avute, mostrando la documentazione relativa se ne è in possesso. L' Anestesista, al momento della visita pre-intervento, valuterà se necessario procedere a ulteriori approfondimenti specifici e soprattutto, se già non effettuata, a una valutazione specialistica da parte dell'allergologo per concordare le strategie peri-operatorie più adeguate a minimizzare il rischio di reazioni nel paziente. L'effettuazione di test di tolleranza a farmaci potrà essere indicata in casi selezionati.


Protocollo di prevenzione in caso di mastocitosi
Nel congresso si è discusso inoltre di malattie rare come la mastocitosi: si tratta di un tumore, quasi sempre benigno, caratterizzato dalla crescita anomala e dall'accumulo di un particolare tipo di cellula del midollo osseo, i mastociti, che sono coinvolti anche nei meccanismi dell'allergia. In base agli organi nei quali si localizzano i mastociti tumorali (cute, midollo osseo, fegato, etc), la malattia può manifestarsi con sintomi diversi. Nei casi di mastocitosi, l'anestesia generale costituisce un rischio evidente di anafilassi collegata al rilascio di mediatori da parte dei mastociti, per azione di fattori scatenanti come alcuni farmaci anestetici. In questi casi è necessario che l'anestesista adotti uno specifico protocollo di prevenzione fin dal giorno prima dell'intervento chirurgico.


Come comportarsi se il paziente allergico è un bambino?

Ai genitori che chiedono all'Anestesista di effettuare prove allergiche per l'anestesia dei propri figli viene spiegato che l'anestesia è sicura ed in rari casi può dare manifestazioni allergiche serie. La cosa più importante è identificare i soggetti a rischio ed in questi casi adottare adeguate strategie al fine di affrontare in sicurezza con percorsi ben definiti queste delicate situazioni.


Formazione, simulazione e multidisciplinarietà
Per tutti i numerosi motivi esposti, grande importanza riveste la formazione dei Medici Anestesisti Rianimatori per acquisire tutte le competenze necessarie anche tramite la simulazione medica avanzata che consente di cimentarsi in tutta sicurezza con casi clinici verosimili e riproducibili, discutendo le varie opportunità di intervento. E', inoltre, fondamentale la collaborazione e il confronto diretto con Specialisti Allergologi, alcuni dei quali sono stati ospiti del Congresso, per un aggiornamento ed un confronto in real time.


 


Fonte
Comunicato stampa 12° Congresso SIARED (Società Italiana di Anestesia Rianimazione Emergenza e Dolore), Roma 10-12 giugno 2016



 

Pagina aggiornata il: 14 Giugno 2016