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INTEGRATORI CONTENENTI PROBIOTICI: COSA DICE L'OMS?

 Integratori contenenti probiotici: cosa dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO)?


La definizione di " probiotico" oggi accettata a livello internazionale è quella elaborata da un gruppo di Esperti convocati congiuntamente nel 2001 dalla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) e dalla World Health Organization (WHO) “Live microrganisms which when administered in adequate amounts confer a health benefit on the host” ovvero come ripreso dal Ministero della Salute nazionale " microrganismi vivi che - una volta ingeriti in quantità adeguate (e prestabilite) - si dimostrano in grado di esercitare funzioni benefiche per l'organismo."

Per alimenti/integratori con probiotici si intendono quegli alimenti che contengono, in numero sufficientemente elevato, microrganismi probiotici vivi e attivi, in grado di raggiungere l'intestino, moltiplicarsi ed esercitare un'azione di equilibrio sulla microflora intestinale , oggi chiamata microbiota, mediante colonizzazione diretta. Si tratta quindi di alimenti in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell'organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.

L' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce l'esistenza di “adeguate prove scientifiche indicanti che il consumo di cibi contenenti probiotici può avere effetti benefici sulla salute“. L'OMS specifica che questi effetti riguardano “ infezioni gastro-intestinali, alcune malattie intestinali, allergie e infezioni uro-genitali, tutti disordini che colpiscono una larga parte della popolazione mondiale".

A livello nazionale, la Commissione Consultiva per gli integratori alimentari e i prodotti destinati a un'alimentazione particolare del Ministero della Salute ha elaborato una prima linea guida nel 2002 che, più recentemente, alla luce dei criteri valutativi raccomandati dai gruppi di esperti FAO/OMS, è stata sottoposta ad aggiornamento. Le nuove Linee Guida ministeriali emanate nel dicembre 2005 e successivamente nel 2013 hanno recepito tutti gli elementi di rilievo dei sopracitati documenti FAO/WHO, e rappresentano il punto di riferimento obbligato per qualunque impresa interessata al settore nel momento in cui notifica l'etichetta di un integratore a base di probiotici al Ministero della Salute e redige un proprio piano di autocontrollo. Inoltre, le stesse linee guida rappresentano il punto di partenza obbligato per qualunque programma di valutazione di conformità degli integratori alimentari con probiotici e di verifica dei piani di autocontrollo delle aziende produttrici da parte delle autorità preposte al controllo ufficiale.
Si tratta di un documento che introduce più precisi elementi di valutazione dei microrganismi probiotici così riassumibili:

 



Fonti
- Food and Agriculture Organization (FAO) and World Health Organization (WHO) expert consulation: Consultation of health and nutritional properties of powder milk and live lactic acid bacteria. Cordoba, Argentina, 1-4 ottobre 2001
fao.org/docrep/fao/009/a0512e/a0512e00.pdf

- Food and Agriculture Organization (FAO) and World Health Organization (WHO)
Guidelines for the Evaluation of Probiotics in Food (2002). London, Ontario, Canada, 30 aprile-1 maggio 2002
fao.org/docrep/fao/009/a0512e/a0512e00.pdf

- Ministero della Salute. Linee Guida Nutrizione/Probiotici, 2005
Ministero della Salute. Linee guida su probiotici e prebiotici. Revisione maggio 2013
salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf

- ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
Metodi microbiologici tradizionali e metodi molecolari per l'analisi degli integratori alimentari a base di o con probiotici per uso umano
Paolo Aureli, Alfonsina Fiore, Concetta Scalfaro, Giovanna Franciosa
Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare
Rapporti ISTISAN, 2008
iss.it/binary/publ/cont/08-36_web.1229959899.pdf

- Ministero della Salute, probiotici e prebiotici
salute.gov.it/integratori



 

Pagina aggiornata il: 9 Aprile 2015